Mascherine sbiancante denti: pro, contro e corretto utilizzo

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Mascherine sbiancante denti: pro, contro e corretto utilizzo 2018-04-20T17:07:59+00:00
  • Mascherina sbiancante denti: pro, contro e corretto utilizzo

Quella delle mascherine sbiancanti è la tecnica più utilizzata per il bleaching at home. Si tratta di piccole strisce, generalmente trasparenti, umettate con un gel a base di perossido di carbammide al 10, 15, 18, 20 o 25% a seconda dell’effetto che si vuole ottenere e della sensibilità dentale soggettiva. La mascherina serve proprio a mantenere la soluzione sui denti in modo che non si sposti e non vada a contatto con le mucose o con le papille gustative.

Normalmente sono sufficienti applicazioni per una settimana o dieci giorni: viene spesso suggerito, anche nei foglietti illustrativi, di apporre la mascherina durante la notte. Precisiamo che non è un diktat e che non v’è ragione medica per cui si debbano preferire le ore notturne: è semplicemente più comodo, ma si può indossare la mascherina anche durante il giorno per almeno due o tre ore.

MASCHERINE SBIANCANTI
DELICATE E PRONTE ALL’USO

È una procedura semplice, non invasiva e più economica rispetto alle sedute di sbiancamento presso uno studio medico; tuttavia se ne consiglia l’utilizzo sotto la supervisione di un dentista. Il trattamento è indolore, ma potrebbe verificarsi un piccolo effetto collaterale individuabile nell’aumento della sensibilità al caldo o al freddo.

Oltre a provvedere allo sbiancamento dei denti occorre però adottare sane abitudini quotidiane così da prevenire le macchie e l’ingiallimento dello smalto. Prima di entrare nel dettaglio della mascherina vediamo quindi come mantenere i denti bianchi e in salute.

Denti gialli: cause e accorgimenti per prevenirli

Il sorriso è il primo biglietto da visita. Per questa ragione sfoggiare dei denti bianchi è un obiettivo che, soprattutto negli ultimi anni, accomuna uomini e donne di ogni età. Va precisato che lo smalto naturale dei denti non è naturalmente bianco, o per lo meno non quel bianco-gesso o bianco-pubblicità che tanto ci attira: cercare un risultato del genere può essere un procedimento non solo molto aggressivo per la salute dei nostri denti ma anche per nulla naturale.

Tra le prime cause dei denti gialli c’è il fumo. I mille disastri causati dalle sigarette contemplano anche le macchie sui denti, che potrebbero indurre a limitare i sorrisi e avere quindi ripercussioni sulla propria vita sociale. Sappiamo tutti che smettere sarebbe la soluzione migliore, e non solo per i denti, ma se proprio non si riesce occorre adottare qualche piccola accortezza, come pulire i denti più spesso e usare collutori e dentifrici appositamente formulati per fumatori.

> Vedi anche Denti bianchi per fumatori

Altro nemico dei denti è il caffè. Un po’ meno aggressivo è il tè, ma in ogni caso bevande che contengono caffeina o teina o un eccesso di zuccheri incidono sulla pigmentazione dei denti. Effetto che viene esponenzialmente ampliato se si associano al fumo.

Infine, ombre sullo smalto possono essere causati anche da alcuni farmaci, come antibiotici o compresse a base di ferro. Abbiamo accennato all’importanza dei collutori, ma anche in questo caso occorre scegliere con cura un prodotto disinfettante che non contenga clorexidina; se può essere utile avere un composto con azione ad ampio spettro bisogna però limitarne l’uso.

Qualche rimedio casalingo a costo zero può aiutare a non aggravare la situazione dei nostri denti: strofinarli con salvia o con un composto a base di limone e polpa di mela o fragole ad esempio è tra le soluzioni più conosciute ed efficaci. Attenzione però: in questo caso non possiamo parlare di sbiancamento ma di mantenimento dello status quo. Per migliorare il candore della dentatura possiamo invece orientarci all’uso delle mascherine sbiancanti, veri e propri trattamenti d’urto per ottenere un cambiamento di colore anche di due o tre toni.

MASCHERINE SBIANCANTI
DELICATE UNIVERSALI

Tipi di mascherine sbiancanti

Mascherina dal dentista

Se ci si rivolge al dentista, la mascherina viene costruita su misura per il nostro arco dentale attraverso un calco; qui poi verrà apposto il gel. Il vantaggio rispetto al fai da te con i kit disponibili in commercio riguarda soprattutto il tempo: un professionista avrà infatti la possibilità di utilizzare gel sbiancanti con maggiore concentrazione di principio attivo, e ciò diminuirà il tempo di posa e il numero dei trattamenti. Di solito sono sufficienti una o due sedute, con un tempo alla poltrona di poche decine di minuti.

Lo svantaggio è invece certamente il costo: uno sbiancamento dal dentista può costare diverse centinaia d’euro, a fronte invece di una forbice che va dai 20 ai 100 euro per le mascherine presenti in commercio.

Kit casalingo

Ormai non solo in farmacia, ma persino al supermercato e nei più noti e-commerce è possibile acquistare kit per lo sbiancamento dentale casalingo, appunto delle mascherine semirigide; dipende dalla casa produttrice si presentano già riempite con il gel o da riempire con la pasta sbiancante che si trova o in tubetto o in bustine monodose.

Queste mascherine sono universali, quindi utilizzabili da tutti ma con qualche eccezione che approfondiremo più avanti.

MASCHERINE SBIANCANTI
UNIVERSALI

I costi sono davvero molto vari, come accennavamo: alcuni kit hanno un prezzo addirittura inferiore ai 10 euro, mentre altri possono superare i 100 euro; spesso però ad un costo elevato corrisponde una fornitura di materiale superiore, sufficiente per due o più cicli di sbiancamento. Inoltre occorre fare attenzione al potere di rimozione delle macchie. Kit da pochi euro spesso non riescono ad andare oltre i due o tre toni, mentre investire su un prodotto di più alta fascia può offrire una performance di sbiancamento anche di sette o otto toni.

Come utilizzare le mascherine sbiancati

Prima di indossare la mascherina occorre lavare i denti e passare il filo interdentale. Dopo aver posizionato il gel all’interno della mascherina in corrispondenza dei denti da primo premolare sinistro a primo premolare destro (e raccomandiamo di non coprire interamente la cavità), possiamo indossarla apponendola alle arcate e facendo attenzione a non premere troppo.

Quasi sicuramente ci saranno delle fuoriuscite di prodotto; nonostante i gel in commercio siano sicuri e privi di sostanze urticanti o tossiche, consigliamo di rimuovere l’eccesso con uno spazzolino in modo da non rischiare di irritare le mucose né di ingerirlo.

Dopo il trattamento le mascherine, se riutilizzabili, devono essere lavate con cura sotto un getto d’acqua fredda. Assolutamente no all’acqua calda e neppure tiepida che potrebbe danneggiarle o deformale. Se invece sulla confezione è specificato che sono usa e getta vanno assolutamente buttate. Infine, lavarsi i denti per togliere i residui del gel.

Se effettuiamo il trattamento durante il giorno dobbiamo astenerci dal fumare, magiare e bere per almeno le due ore successive. Al contrario, se indossiamo la mascherina durante la notte possiamo immediatamente far colazione: questo è uno dei motivi per cui, all’inizio, abbiamo suggerito proprio l’utilizzo notturno per comodità.

Mascherine dentali: quando non usarle

Le mascherine si adattano alla maggior parte delle cavità orali e sono indicate per uno sbiancamento comodo, economico e praticamente indolore quasi a tutti. Il quasi è d’obbligo perché uno sbiancamento che sia efficace ha bisogno di essere effettuato su una bocca sana.

In presenza di carie, gengiviti, parodontite o radici esposte è quindi necessario prima curare la patologia e solo in un secondo tempo pensare all’aspetto esteriore dei nostri denti.

Lo sbiancamento è sconsigliato ai ragazzi al di sotto dei 16 anni, alle donne in gravidanza e a quelle in allattamento.

Infine, otturazioni, corone e ponti non sono soggetti a sbiancamento, poiché il gel sbiancante è attivo solo su denti vitali. Se tali restauri non sono posizionati sui denti visibili sorridendo, poco male: nessuno noterà un molare più giallo. Attenzione però se invece si tratta degli incisivi, dei canini o dei premolari, perché l’effetto puzzle sarebbe assicurato.

Come già detto, un caso a sé e su cui è impossibile pronunciarsi per iscritto è quello di chi soffre di denti e gengive sensibili. Lo sbiancamento può accentuare questa problematica, la soglia del dolore è estremamente soggettiva, e in tutti i casi il proprio dentista saprà consigliare prodotti desensibilizzanti o gel a basso contenuto di perossido di carbammide per limitare il fastidio.

Mascherina sbiancante: i vantaggi

Scegliere un trattamento sbiancante da fare a casa presenta molti vantaggi. Innanzitutto è spesso più efficace di una seduta dal dentista. Questo perché l’effetto di dente bianco che si ottiene in pochi minuti di poltrona è dovuto per lo più alla disidratazione cui è sottoposta la cavità orale. Non a pochi sarà capitato che dopo pochi giorni la situazione fosse esattamente quella di partenza. Inoltre, a fronte di un risultato migliore, come abbiamo avuto modo di vedere la differenza di costo è abissale.

Da non sottovalutare il fatto che, gestendo il tutto da casa, non siamo soggetti agli orari del dentista né ai tempi di attesa delle prenotazioni: decidiamo noi insomma in quale momento della giornata dedicarci all’aspetto del nostro sorriso, senza togliere tempo prezioso ad altre attività.

Al netto delle eccezioni sopra esposte, gli effetti collaterali dello sbiancamento “home made” sono ridotti al minimo; il risultato invece varia, e dipende molto dal colore naturale dei nostri denti e, soprattutto, dalle abitudini e dallo stile di vita.

Chiaramente un fumatore e bevitore di caffè incallito dovrà ripetere il trattamento ogni sei mesi, mentre accortezze quotidiane possono garantire un risultato duraturo anche per due o tre anni.

Certo, occorre una rigida tabella di marcia, rispettare i tempi di posa e avere particolarmente cura dell’igiene orale anche post trattamento, ma un bel sorriso val certo la pena di un po’ di auto-disciplina.

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