Sbiancamento denti LED, guida completa

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Sbiancamento denti LED, guida completa 2019-02-11T18:08:27+01:00
  • sbiancamento denti laser

Il fenomeno dei denti gialli può dipendere da una serie di fattori, come l’invecchiamento o il consumo di bevande alcoliche e sigarette (vedi anche il nostro approfondimento sui come avere denti bianchi per fumatori). Per ovviare a questo inconveniente estetico, molti si rivolgono a studi dentistici qualificati per effettuare lo sbiancamento dei denti e riportare lo smalto al suo colore bianco naturale. I metodi tradizionali sono molto efficaci, ma anche molto dispendiosi.

Per questo, negli ultimi anni ha preso piede la pratica dello sbiancamento denti a LED, argomento di cui ci occuperemo in questo articolo fornendone una guida completa.

Sbiancamento denti LED: come funziona?

Generalmente lo sbiancamento dentale avviene trattando i denti con particolari agenti, che possono essere o non essere realizzati con basi decoloranti.

Per velocizzare il processo viene poi proiettata sul prodotto una luce di colore blue la cui fonte, fino a qualche anno fa, veniva generata da raggi ultravioletti. Ma gli effetti dei raggi UV sono tutt’oggi oggetto di dibattito, soprattutto per le conseguenze che questi possono avere sulle cellule del nostro corpo: d’altronde, si tratta di un tipo di luce che emette radiazioni.

Come alternative, si è pensato quindi di ricorrere allo stesso tipo di luce, generata però da LED.

L’effetto è in linea di principio identico, e teoricamente non dovrebbe comportare i rischi generati dall’esposizione ai raggi UV.

Il LED (acronimo di Light Emitting Diode ‘diodo emittente luce’) è un dispositivo che, una volta collegato a una presa di corrente, sprigiona un fascio di luce di un colore desiderato, ma generalmente più luminoso rispetto a quelli delle normali lampadine alogene o a incandescenza. A differenza di queste ultime, le lampadine a LED richiedono anche un minor dispendio di energia, non richiedono particolari tempi di accensione e non emettono alcun tipo di radiazione.

Luce LED: come fa a velocizzare lo sbiancamento?

Al pari delle soluzioni UV, anche la luce LED per funzionare deve agire su un prodotto sbiancante applicato sui denti. Da sola risulterebbe completamente inutile.

La sua funzione primaria è quella di velocizzare il processo di sbiancamento, agendo come catalizzatore sull’agente attivo che generalmente è perossido di urea o perossido di idrogeno.

Tale azione è stata, ovviamente, studiata da un punto di vista scientifico. Si possono infatti leggere gli effetti della luce LED sui prodotti sbiancanti in questo articolo (in inglese) pubblicato sulla rivista di settore Open Dentistry Journal, dove non solo viene provata l’efficacia della luce LED, ma si postula anche l’ipotesi che questa funzioni meglio su soluzioni gel a base di perossido di carbammite. La stessa base veniva utilizzato anche in co-occorrenza con le luci UV ma, di nuovo, la differenza si fa sostanziale: con il LED il risultato ottenuto è identico, ma più sicuro ed economico.

Sbiancamento denti LED: è sicuro?

Spendiamo appunto due righe anche sulla questione sicurezza.

La tecnologia di sbiancamento denti LED è stata sviluppata proprio per permettere di ottenere il risultato sperato anche standosene comodamente seduti fra le mura domestiche. Per questa prima ragione, essa deve essere più sicura rispetto a quella UV, appunto perché verrà maneggiata da chi potrebbe avere poca o nulla esperienza sia delle pratiche dentistiche sia dell’utilizzo di dispositivi elettronici.

Ma se la luce LED in sé non dovrebbe procurare particolari preoccupazioni, bisogna tenere in mente che dovrà essere applicata su una soluzione corrosiva e che dovrà essere spalmata in bocca. Pertanto, l’intero kit dovrà essere maneggiato seguendo alla lettera le istruzioni riportate sul foglietto illustrativo.

Se si procede “secondo protocollo” i rischi possono essere davvero minimi anche ricorrendo allo sbiancamento fatto in casa.

Quando si decide di ricorrere a una soluzione fai-da-te, è importante quindi imparare a dosare adeguatamente il prodotto sbiancante.

Evitare, per quanto possibile, il contatto con le gengive e la deglutizione del prodotto.

Se dovesse accidentalmente accadere il contrario non si rischiano danni permanenti, ma l’attenzione va comunque riposta come ogni qual volta si maneggiano prodotti medici o paramedici.

Sbiancamento denti LED: effetti collaterali

Gli effetti collaterali dello sbiancamento denti a LED possono verificarsi sia se ci si reca da un dentista professionista, sia se si ricorre a una soluzione fai da te. Chiaramente, nel primo caso le possibilità si ridurranno notevolmente, appunto perché sarà un esperto ad effettuare la procedura. Di converso, ribadiamo il consiglio di prestare la massima attenzione se si decide di farlo da soli.

Posta questa doverosa premessa, sono tre i principali effetti collaterali ai quali si può incorrere.

Danneggiamento da eccessivo utilizzo

Il primo è quello del danneggiamento da eccessivo utilizzo.

Lo sbiancamento dei denti va effettuato a intervalli regolari ma non troppo ravvicinati fra loro.

Se lo si pratica troppo spesso, se si utilizza una dose eccessiva di agente sbiancante o se lo si applica per un tempo troppo lungo, il rischio potrebbe essere quello di danneggiare in maniera permanente i denti.

Chi ricorre alle soluzioni fai da te, pertanto, dovrà rispettare certosinamente le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo.

Chiaramente, attenzione particolare va riposta anche all’utilizzo della luce LED. Queste lampadine possono emettere un fascio anche molto intenso, e quindi bisogna evitare che entri a contatto con gli occhi.

Mai guardare direttamente la fonte di luce, dunque, assicurandosi magari di accendere e spegnere il dispositivo solo quando è interamente inserito in bocca.

Sensibilità alle temperature

Dopo lo sbiancamento non è impossibile riscontrare una certa sensibilità alle temperature calde o fredde.

Questo è normale, ma soprattutto bisogna tenere a mente che si tratta di una condizione temporanea.

Il consiglio è quindi quello di utilizzare per qualche tempo un dentifricio per denti sensibili dopo lo sbiancamento.

Irritazione delle gengive

Infine, l’irritazione delle gengive. Questa può avvenire se l’agente sbiancante entra in contatto con i tessuti più delicati presenti all’interno del cavo orale, come lingua e gengive, che ne possono risultare irritati.

È anche vero che il ricambio cellulare orale è molto più rapido rispetto a quello del resto del corpo, quindi anche in questo caso non si dovrebbe trattare di un disturbo permanente.

Riassumendo: i pro e i contro dello sbiancamento denti a LED

Arrivati a questo punto, possiamo già stilare una breve lista di quelli che sono i pro e i contro dello sbiancamento denti a LED.

Pro

La pratica è sicuramente più economica e alla portata di tutti poiché a differenza degli altri metodi di sbiancamento può essere effettuata anche in autonomia.

D’altro canto, effettuarla dal dentista assicurerà risultati certi, senza doversi preoccupare di seguire alla lettera delle istruzioni che potrebbero essere poco comprensibili, e potendosi affidare alle cure di un esperto.

Inoltre, le soluzioni fai da te sono generalmente meno incisive di quelle professionali, pertanto bisogna valutare attentamente il rapporto costi/benefici.

Lo sbiancamento denti a LED inoltre è comodo.

Prima di tutto perché molti studi dentistici oramai lo propongono, e quindi non sarà difficile trovare quello che più si avvicina alle tue esigenze. Lo stesso vantaggio si applica se decidi di ricorrere alla soluzione casalinga: i prodotti acquistabili sono davvero molti, e fra questi alcuni sono anche di ottima qualità.

Si tratta poi di una procedura dai risultati certi, visibili.

Ma ancora una volta bisogna fare un doveroso distinguo fra la seduta in uno studio dentistico e la soluzione fai da te: se nel primo caso le possibilità di un lavoro fatto male si riducono al lumicino, nel secondo per ottenere l’effetto desiderato bisogna eseguire correttamente ogni operazione, e non tutti sono portati al farlo.

Ad ogni modo, lo sbiancamento dentale a LED risulta sicuramente più salutare rispetto a quello che si avvale dei raggi UV, per le ragioni che abbiamo esposto sopra.

Contro

Passiamo ora ai contro, il primo dei quali riguarda in realtà qualsiasi procedura di sbiancamento.

Bisogna accettare, infatti, che non si tratta mai di una soluzione permanente.

Anche se non sei un fumatore o un bevitore, i denti torneranno ad ingiallirsi prima o poi, e la velocità con cui avverrà dipende molto dal tuo stile di vita e da fattori genetici.

Anche lo sbiancamento stesso può risultare più o meno “riuscito” in base al tipo di dente, pertanto prima di procedere bisogna ricordarsi che non tutti i risultati saranno identici.

Lo sbiancamento non va effettuato sui bambini piccoli, e su di essi non va sicuramente mai fatto senza aver consultato un dentista professionista. Se tuo figlio ha problemi dentali, non prendere alcuna decisione prima di aver consultato un esperto di settore.

Infine, per ragioni precauzionali, è meglio evitare lo sbiancamento dentale durante la gravidanza, poiché non è ancora chiaro quali effetti questa pratica può avere sui nascituri.

Sbiancamento denti a LED: i costi

E veniamo ai costi che, come il lettore avrà inteso, varieranno di molto a seconda della soluzione che si sceglie.

Chi decide di affidarsi a un medico dentista spenderà dai 100 ai 300€ a seduta. Non una scelta del tutto economica, quindi, ma d’altro canto avrai la certezza di metterti nelle mani di chi sa perfettamente cosa sta facendo. Soprattutto, un dentista saprà darti utili consigli su cosa fare sia prima sia dopo la procedura.

Kit Sbiancamento Denti Laser

Kit Sbiancamento Denti Laser

Su marketplace virtuali come Amazon, si trovano invece numerose soluzioni fai da te, molto variabili per prezzo, che vanno da un minimo di 10/20 a un massimo di 150€.

In questo caso il risparmio potrebbe essere notevole, ma l’altra faccia della medaglia prevede il doversi mettere ad armeggiare con dispositivi che non abbiamo mai utilizzato, e soprattutto che non sappiamo da dove provengano e con quali materiali siano stati realizzati.

A ciò si aggiunga il fatto che, in caso di un risultato non soddisfacente, non avremo una figura di riferimento a manifestare il nostro malcontento

La bilancia insomma, si muove sui due piatti di cui abbiamo lungamente discusso fino ad ora: da un lato i trattamenti dentistici, più sicuri ma anche più costosi; dall’altro se soluzioni fai da te, più economiche ma dall’affidabilità incerta.

Dopo lo sbiancamento: come mantenere i denti bianchi e puliti

Nelle righe precedenti abbiamo ripetuto a più riprese che lo sbiancamento dentale, indipendentemente dal metodo che si sceglie per ottenerlo, non è mai una soluzione definitiva.

Prima o poi bisognerà necessariamente tornare dal dentista per una visita di controllo o una accurata pulizia, ma questo tempo può essere prolungato seguendo alcuni pratici consigli.

In questo modo, i nostri denti rimarranno più bianchi più a lungo, permettendoci così di risparmiare anche qualcosina in termini economici.

Già prima di effettuare lo sbiancamento possiamo prendere una precauzione, che è quella di rendere i denti quanto più bianchi possibili.

Il principio è un po’ lo stesso che si applica alle decolorazioni per i capelli: quanto più la base sarà chiara, tanto più facile risulterà schiarirla.

Ecco, utilizzare un dentifricio sbiancante almeno un paio di settimane prima dello sbiancamento effettivo contribuirà sicuramente a farti ottenere un risultato più apprezzabile.

Per prolungare la durata del nuovo candore dello smalto, sarà poi obbligatorio lavare regolarmente i denti.

Non c’è una legge precisa per indicare cosa si intenda per “regolarmente”, ma lavarli almeno due volte al giorno è di certo una buona base da cui partire. Anche utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno aiuterà a mantenere i denti bianchi, oltre che sani e puliti.

Smettere di fumare è un consiglio che andrebbe rispettato a prescindere dallo sbiancamento dentale. I benefici sullo stato generale di salute saranno immediati e presto visibili, ma soprattutto impedirà al fumo – uno delle principali cause di ingiallimento dei denti – di tornare a macchiare lo smalto.

Anche evitare certi cibi può essere utile a prolungare la durata dello sbiancamento. Fra questi rientrano sicuramente i sughi a base di pomodoro, i dolci, i diversi frutti di bosco e alcune spezie (come ad esempio il curry).

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Quando possibile, infine, prova a bere da una cannuccia anziché direttamente dal bicchiere. Ciò vale in particolar modo per le bevande gassate il cui contenuto, quando entra a contatto diretto con i denti, contribuisce a velocizzare il processo di ingiallimento.

Autore: Luigi T.
Data ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2019
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