Filo interdentale: tipi e utilizzo corretto per non fare male

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Filo interdentale: tipi e utilizzo corretto per non fare male 2018-08-02T17:33:45+00:00
  • Filo interdentale: tipi e utilizzo corretto per non fare male

Nonostante il filo interdentale sia un prodotto presente in commercio già da moltissimo tempo, vi sono ancora oggi ragazzi e persone più grandi che non lo hanno usato, e alcuni che neanche lo conoscono bene. Nel nostro articolo andremo a scoprire questo oggetto molto importante per l’igiene dentale, e non solo come si debba usare, ma anche cosa non si deve fare, ovvero quale sia il metodo sbagliato nell’utilizzarlo e quali conseguenze si possono avere.

Filo interdentale: cos’è e quando va utilizzato

Il filo interdentale è un vero e proprio filo molto fine, che si deve utilizzare in concomitanza dello spazzolino da denti, per andare a rimuovere quei residui di cibo che rimangono tra i denti e che con il normale processo di spazzolatura non possono essere rimossi.

Utilizzare il filo interdentale in maniera adeguata è qualcosa di importante, perché aiuta a fare un’accurata pulizia dei denti, preservandone la loro salute più a lungo.

Quante volte passare il filo interdentale?

Sul filo interdentale sappiamo che va utilizzato almeno una volta al giorno, e il momento in cui va fatto è alla sera. Rimane ancora aperta una discussione invece, su quale sia il momento esatto in cui usarlo, ovvero se prima di lavarsi i denti con lo spazzolino o successivamente.

Quando usare il filo interdentale?

Vediamo cosa dicono gli esperti; ecco 2 correnti di pensiero:

  1. Una corrente di pensiero sostiene che il filo interdentale vada utilizzato prima di lavarsi i denti con lo spazzolino e il dentifricio. Questo perché secondo i sostenitori di questa corrente, passando il filo prima si liberano le fessure tra i denti, permettendo quindi al dentifricio di entrare anche in queste cavità, andando a regalare una corretta disinfezione dell’intero cavo orale.
  2. Una seconda corrente di pensiero, dice che il passaggio del filo interdentale deve essere fatto solamente dopo essersi lavati i denti con spazzolino e dentifricio. Lo sostengono basandosi sul presupposto che, se si spazzolano bene i denti al momento del lavaggio, i residui interdentali sono già ripuliti, e il passaggio del filo è più agevole e quindi più performante.

Ad ogni modo, di base è importante usare il filo da denti, indipendentemente che lo si faccia prima o dopo aver spazzolato i denti con lo spazzolino e il dentifricio. Ancora più importante è però il modo in cui esso viene utilizzato.

Bambini e Adolescenti: a che età iniziare ad usare il filo interdentale?

I dentisti consigliano l’utilizzo del filo interdentale dopo i 8 – 10 anni circa, ovvero quando i denti da latte sono già caduti e sono nati i nuovi permanenti. I denti da latte generalmente sono più distanziate e quindi più facili da pulire anche senza filo.

Per gli adolescenti, quindi, si consiglia il regolare e corretto utilizzo come per gli adulti, soprattutto se portano apparecchi che facilitano l’accumulo di cibo residuo. Tra i migliori da usare in caso di apparecchio c’è il filo a fiocchi e lo scovolino.

Filo interdentale, come usarlo bene?

Il filo interdentale abbiamo potuto constatare che è indispensabile per una corretta igiene orale, e che va usato almeno una volta al giorno (alla sera). Niente vieta però di utilizzarlo due volte al giorno, facendo i passaggi anche dopo pranzo, per rimuovere meglio i residui del pasto.

Ecco i passaggi:

Vediamo di seguito quale siano i passaggi da seguire per usarlo in maniera precisa:

  • Staccare dal rocchetto un filo che sia di una dimensione compresa tra i 30 e i 40 centimetri (in modo da avere la giusta impugnatura del filo tra le dita).
  • Avvolgere le due estremità del filo interdentale intorno al dito medio facendo due giri. Il filo teso va afferrato utilizzando gli indici e i pollici.
  • Inserire il filo nella fessura interdentale facendo una leggera pressione, è importante che sia bello teso.
  • Agire sul dente strusciando, facendo agire il filo come se fosse una lama, in modo che venga tagliata la placca intorno al dente. Si deve agire anche sotto al margine gengivale.

È importante tenere presente che, sebbene l’azione debba essere decisa in modo da rimuovere la placca, allo stesso tempo si deve agire con delicatezza per evitare di lesionare e irritare la gengiva.

Passaggio dente per dente

A questo punto, terminata la procedura con un dente, quando si passa a quello successivo si deve utilizzare la parte del filo che sia pulita. Chiaramente tale procedimento sarà da ripetere per pulire tutti quanti i denti, rimuovendo la placca dente per dente.

Risciacquo post filo

Una volta terminata la procedura di pulizia con il filo interdentale, come ultima fase ci sarà il risciacquo della bocca con abbondate acqua. Non solo, sarà necessario disinfettare il cavo orale con del collutorio, se tale prodotto è a base di fluoro ancora meglio, perché aiuta a combattere gli attacchi di agenti esterni.

Tipi di filo interdentale: quali esistono?

Per prima cosa diciamo che ci sono fili con e senza fluoro, quelli con agenti sbiancanti e addirittura quelli alla menta o mentolo.

Ovviamente la scelta va in base alle proprie preferenze, c’è da considerare che, il fluoro aiuta i denti contro gli attacchi degli acidi che poi causano la carie, gli agenti sbiancanti aiutano lo sbiancamento dentale, e il mentolo aiuta a mantenere l’alito fresco, ma la cosa fondamentale è il filo in sé.

Vediamo nello specifico i tipi di filo interdentale che si possono trovare in commercio:

Filo interdentale tradizionale

Questo tipo di filo si trova in scatolette di plastica al cui interno vi è un rotolino di nastro (filo classico o nastro schiacciato), la lunghezza può variare da un minimo di 10 a un massimo di 50 metri. Il contenitore è dotato di una parte tagliente che serve a tagliare il filo interdentale nella misura desiderata.

Il filo interdentale tradizionale si divide a sua volta in 2 tipi:

  • cerato;
  • non cerato.

Filo interdentale vibrante

Trattasi di un tipo di filo che grazie a movimenti oscillatori permette di giungere nelle zone più impervie della bocca.

Il filo interdentale vibrante rende più performante e più semplice la completa pulizia dei denti, garantendo un’igiene orale nettamente superiore che se si utilizza il filo classico. Non solo, presenta anche altri due vantaggi: primo, la pulizia risulta meno dolorosa rispetto al filo tradizionale, secondo, si minimizza il rischio di traumatizzare e infiammare le gengive.

Filo interdentale a fiocchi (spugnoso o elastico)

Fra i tre descritti sopra, questo, è quello più avanzato, in quanto permette la pulizia degli spazi interdentali anche nei casi in cui sia presente una protesi dentaria o un apparecchio ortodontico fisso. Questo perché la sua principale caratteristica, è quella di riuscire a pulire laddove non sia possibile spingere il nastro tramite utilizzo manuale.

Il filo interdentale a fiocchi è così strutturato: ha una parte appuntita capace di inserirsi laddove altri fili non riescono ad arrivare. Ha una sezione spugnosa al centro e un segmento normale, ovvero identico al filo tradizionale.

Passare il Filo interdentale con l’apparecchio

Il filo interdentale a fiocchi è veramente un prodotto d’eccellenza, in quanto permette di eliminare lo sporco all’interno delle fessure dentali in zone normalmente difficili da raggiungere, tra le placchette dell’apparecchio e al di sotto di esso, per finire con quella parte generalmente più ostica rappresentata dalla parte inferiore del bordo gengivale.

Pulizia e massaggio con Idropulsore: un getto d’acqua come dal dentista.

Sistema Pulente con Idropulsore: getto d' acqua interdentale

Sistema Pulente con Idropulsore: getto d’ acqua interdentale

Per tutti quelli che cercano un prodotto top perla pulizia e la salute della propria bocca, Idropulsore è qualcosa di veramente innovativo.

Effettivamente non si tratta di un filo interdentale, ma entra di diritto in questo elenco in quanto, si tratta di un oggetto altamente performante per la pulizia interdentale.

Questo strumento permette sia una pulizia profonda e delicata allo stesso tempo, ma massaggia anche le gengive per mantenerle sane e forti.

Archetto Tendifilo

Strumenti a forma di Y o con impugnatura laterale. Il filo interdentale, solitamente, è già tagliato e si tende tra le estremità superiori e la parte bassa serve da impugnatura.

Questa è una buona soluzione per chi non ha particolare dimestichezza con il filo da tendere tra le dita.

Scovolino o spazzolino interdentale

Questo è uno strumento sempre più utilizzato e consigliato da dentisti professionisti e all’avanguardia. Si tratta di un mini-spazzolino cuneo o cilindrico con tante piccole setole agganciate su un’anima di metallo sottilissima che si piega facilmente all’occorrenza.

Lo scovolino può essere usato solo o con l’ausilio di un manico simile a quello dello spazzolino tradizionale su cui viene agganciato, e va fatto scivolare delicatamente tra i denti.

Scovolino: misure giuste

Ovviamente è fondamentale scegliere lo scovolino più adatto agli spazi tra dente e dente, infatti in commercio ci sono differenti misure tra cui provare. Non è detto che si necessita di un’unica misura, anzi, spesso si utilizzano differenti misure in basse a dove c’è più spazio e dove meno in base alla propria struttura dentale.

Ago passafilo

Ideale per chi cerca un filo interdentale per ponti, capsule e corone dentali, l’ago passafilo è molto delicato perché flessibile e in grado di adattarsi ad ogni esigenza di chi lo passa.

Perfetto anche come filo per gli apparecchi fissi, in grado di rimuovere in maniera ottimale i residui di cibo tra una placchetta e l’altra.

Stimolatore gengivale di gomma o lattice

Si tratta di uno strumento molo simile allo scovolino conico per quanto riguarda la forma, ma in questo caso mancano le setole.

Questo piccolo strumento è consigliato soprattutto a chi ha il problema delle gengive che tendono a ritirarsi, quindi con un leggero massaggio tra i denti si va a stimolare la circolazione sanguigna.

Stuzzicadenti, cunei in legno silicone o in plastica

che sebbene non siano il massimo per la pulizia, possono essere utili da usare fuori casa al posto del filo, per evitare la spiacevole sensazione (e spesso visione) di residui cibo tra i denti. Ovviamente conviene lavare i denti appena si ha la possibilità.

Il filo interdentale fa male?

La risposta è categorica NO! Il filo interdentale è un presidio di igiene orale per combattere la placca batterica nelle zone interdentali.

Sono stati fatti diversi studi e molti dentisti hanno parlato in merito a questa domanda che in molti si pongono, ma il risultato è sempre lo stesso, il filo interdentale non fa male, anzi è molto utile, ma questo a patto di non “martoriarsi le gengive“.

Il vero problema è su come viene utilizzato.

Che le gengive sanguinano quando si passa il filo interdentale può capitare, ma questo non deve essere costante e esagerato. In caso di eccessivo sanguinamento conviene chiedere al proprio dentista, perché o si stà eseguendo in maniera scorretta la pulizia a ci possono essere altre problematiche che solo il dentista può riconoscere.

Filo interdentale: uso scorretto

Molti potrebbero pensare che ci si riferisca semplicemente ad un utilizzo marginale dello stesso, ma in realtà possono esserci problemi anche se non si segue correttamente la procedura nel momento in cui si utilizza.

Sebbene non utilizzarlo per nulla o utilizzarlo poco sia poco prudente, utilizzarlo sempre ma male è comunque deleterio.

Infatti, un utilizzo frettoloso, aggressivo o sbagliato, lascia sporco nelle fessure interdentali con il rischio di infiammare o traumatizzare in maniera significativa le gengive.

Quando il filo interdentale non è indicato: Chi non può usarlo?

Partendo dal presupposto che il filo interdentale è fondamentale per l’igiene orale e che è consigliato da tutti i dentisti, purtroppo, ci sono casi in cui non è possibile passarlo.

Quando non conviene usare il filo interdentale?

  • nei bambini con denti da latte (tra gli 8 e i 10 anni);
  • in caso di spazi interdentali eccessivamente stretti, dove per far entrare il filo si rischia di danneggiare le gengive con il colpo;
  • nei 5 – 7 giorni appena successivi ad  ad una estrazione dentale;
Autore: Luigi T.
Data ultimo aggiornamento: 2 agosto 2018
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