Sbiancare denti con l’apparecchio

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Sbiancare denti con l’apparecchio 2020-05-11T18:29:15+02:00
  • Sbiancare denti con l’apparecchio

Sempre più persone fanno ricorso a trattamenti ortodontici anche in età adulta. Questi dispositivi medici sono in grado di regalarci un sorriso meraviglioso e una dentatura dritta a prova di fotografia; il sorriso è uno dei nostri biglietti da visita, e sfoggiare denti dritti e bianchi fa apparire immediatamente curati e in ordine.

Tuttavia, può capitare di ritrovarsi con i denti gialli dopo l’apparecchio, o notare macchie sullo smalto, ma niente paura! Vediamo subito come risolvere questo fastidioso problema.

Denti macchiati dall’apparecchio: perché succede?

Come accennato, la rimozione dell’apparecchio, magari dopo anni, è una liberazione e una grande soddisfazione; ciononostante, è frequente notare che i denti si sono frattanto macchiati, anche se si è avuta cura della propria igiene orale. Come mai?

In realtà con l’apparecchio è estremamente difficile mantenere i denti davvero puliti: un esempio su tutti, è complicato passare il filo interdentale, addirittura impossibile per alcuni modelli ortodontici. La zona intorno alle piastrine potrebbe quindi non essere adeguatamente pulita, con conseguente aumento della placca batterica.

In tutti i casi, non farti prendere dal panico! Questi inestetismi non significano che avrai i denti rovinati a vita dall’apparecchio, ma semplicemente che saranno necessarie sedute di pulizia e sbiancamento dentale da un professionista per avere una dentatura splendente.

Se non hai ancora tolto l’apparecchio definitivamente, il suggerimento è quello di attendere: solo con i denti “liberi” il dentista potrà effettuare una pulizia accurata e liberarti dalle macchie. Frattanto, egli potrà valutare soluzioni di correzione delle discromie sulla parte visibile dell’arcata dentale.

Tipi di macchie dopo l’apparecchio

Si possono verificare almeno due situazioni sgradevoli. La prima riguarda le macchie bianche sui denti dopo l’apparecchio. Si tratta dei cosiddetti white spots, un effetto ottico dovuto alla demineralizzazione dello strato sotto lo smalto per effetto della placca batterica cui abbiamo accennato prima.

Oltre alla consueta (e accurata) igiene dentale, cerca di non bere bevande zuccherate e limitare caffè, tè e vino. Un errore molto comune riguarda l’abuso di dentifrici e collutori a base di fluoro: limitali a una o due volte a settimana, perché in questo momento i tuoi denti stanno cercando di rimineralizzarsi, e un eccesso di fluoro rende lo smalto impermeabile a tali minerali. Naturalmente questi sono accorgimenti che tamponano il problema, ed è sempre bene andare da un dentista per una consulenza e un trattamento professionale. Questo perché i white spots sono spesso l’anticamera delle carie, dunque meglio prevenirne la formazione.

Il secondo caso è quello invece di notare macchie marroni in corrispondenza del punto dove erano apposti i brackets. I responsabili di tali macchie sono i residui di colla dell’apparecchio per denti; di solito la loro rimozione fa parte della routine a fine cura ortodontica, e viene effettuata mediante frese e dischi appositi.

L’apparecchio fisso rovina lo smalto?

No, se ben posizionato e periodicamente controllato dall’ortodontista, l’apparecchio fisso non rovina lo smalto dei denti. È però importante che il paziente venga istruito a una pulizia orale più accurata e con movimenti diversi da quelli a cui è abituato; per questa ragione, non avere paura di far domande al tuo ortodontista, ne va della salute dei tuoi denti. Se però si hanno già problemi di smalto, molto probabilmente il professionista a cui ti sei rivolto potrà predisporre sedute di igiene orale durante il trattamento con l’apparecchio, nonché di rimineralizzazione dello smalto.

Più delicata è la questione a fine trattamento, quando cioè al momento della rimozione tra la resina e la base dell’attacco si è stabilito un legame molto forte. Centrale è dunque la professionalità del dentista, che avrà cura di eliminare le macchie senza intaccare lo smalto.

Denti gialli dopo l’apparecchio: come sbiancarli?

Se non hai macchie ma noti i denti gialli dopo l’apparecchio, ciò può essere dovuto sia alle difficoltà su menzionate nella pulizia, sia alla pigmentazione della resina e di eventuali elastici che si trasferisce sullo smalto. Nel primo caso potresti utilizzare degli scovolini per un’igiene orale più precisa e capace di rimuovere residui di cibo anche dagli interstizi dentali; nel secondo… pazienta, l’apparecchio non è per sempre!

Ti starai a questo punto chiedendo come sbiancare i denti con l’apparecchio, ma prima di tutto è utile sapere cosa non fare. Parliamo dei rimedi casalinghi, che alla lunga potrebbero essere più dannosi che utili. Niente bicarbonato, dunque, né utilizzo compulsivo di dentifrici sbiancati.

La soluzione migliore è quella di andare da un dentista e valutare insieme il tipo di sbiancatura adatta alle proprie esigenze. Il dentista potrà ridare candore alla tua dentatura utilizzando soluzioni a base di acqua ossigenata, che aggredisce la patina gialla (o marrone, se sono presenti macchie) e la schiarisce progressivamente seduta dopo seduta. Si tenga presente che, in tutti i casi, il bianco ottico no è affatto il tono connaturato dei denti: è preferibile non aggredire troppo lo smalto e ottenere un bianco avorio decisamente più naturale.

Certamente quello che possiamo fare nel nostro piccolo non è da sottovalutare; rimane valido il consiglio di limitare l’assunzione di cibi eccessivamente pigmentati, così come la nicotina, e lavare a fondo i denti dopo ogni pasto.

Un valido alleato può essere un dentifricio a base di carbone vegetale attivo (attualmente, il migliore che ho usato è Biowhite – click per il sito ufficiale), perfetto anche per chi ha denti e gengive sensibili; anche formule addizionate con calcio sono ottime per rendere i denti più forti e resistenti.

Insomma, ritrovare il piacere di sorridere non è un sogno lontano, basta coniugare uno stile di vita sano con la fiducia verso i consigli del proprio dentista.

Autore: Luigi T.
Data ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2020
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