Ortodonzia, la guida completa

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Ortodonzia, la guida completa 2020-07-21T11:43:51+02:00
  • Ortodonzia

L’ortodonzia è un ramo dell’odontoiatria che si occupa di studio, diagnosi e terapia della posizione anomala di uno o più elementi dentali. In altre parole, è la disciplina medica che afferisce a quello che comunemente chiamiamo apparecchio dentale.

In prima istanza, occorre sfatare un mito: l’ortodonzia non riguarda solo bambini e adolescenti, ma anzi sono sempre più gli adulti che ricorrono all’apparecchio. Non solo questioni estetiche, di certo importanti per stare bene con il proprio sorriso, bensì pure ragioni legate alla respirazione e alla masticazione.

Vediamo subito nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere riguardo l’ortodonzia.

Apparecchi dentali fissi

Placchette di metallo

Quando si parla di ortodonzia, la prima immagine che viene in mente è quella delle placchette di metallo, e magari anche qualche spiacevole ricordo di imbarazzo adolescenziale. In effetti questo tipo di apparecchio è tutt’ora utilizzato da non pochi dentisti, dal momento che i risultati sono eccezionali; ogni elemento metallico è collegato a tutti gli altri mediante un filo anch’esso metallico, ed è proprio questo cavo che riesce a raddrizzare la dentatura. I brackets possono essere dotati di elastici, qualora si rendesse necessario intervenire sul posizionamento delle mascelle. I pro sono l’estrema precisione ed efficacia del trattamento, anche da situazioni di partenza complesse; di contro, può essere doloro e causare problemi nella masticazione, difficoltà di pulizia (che, ricordiamo, è essenziale!) e disagio sociale.

Placchette in ceramica

Una variante più moderna utilizza placchette in ceramica. Il principio di funzionamento è il medesimo, e lo stesso si può dire del risultato, e il colore della ceramica risulta più armonizzato con quello dello smalto naturale, rendendo il trattamento ortodontico meno vistoso. Attenzione, non stiamo dicendo che sia del tutto trasparente, ma di certo si nota meno; si valuti anche il costo, più elevato rispetto ai modelli in metallo. Del tutto invisibili sono invece le placchette di resina, collegate tra loro da un filo in teflon bianco.

Precisiamo che questo genere di apparecchio dentale è fisso, quindi richiede qualche accorgimento extra in tema di igiene orale. La difficoltà di rimuovere i residui di cibo, ad esempio, potrebbe alla lunga portare all’insorgenza di placca e carie; per questa ragione è consigliato l’utilizzo di un idropulsore e del collutorio con costanza.

Apparecchi dentali mobili

Igiene orale più semplice con gli apparecchi dentali mobili dal momento che devono essere rimossi quando si mangia. Di solito l’ortodontista consiglia questa soluzione quando sono presenti malocclusioni complesse e disformosi dento-facciali; il loro vantaggio rispetto ai fissi, infatti, è che costituiscono anche trattamento ortopedico, dal momento che correggono e guidano la crescita delle basi ossee. In generale, quindi sono utilizzati in età evolutiva, giacché hanno effetti positivi sullo sviluppo delle arcate, dei mascellari e della componente ossea e muscolare.

Mascherine invisibili Invisalign

Nuove ma non troppo, le mascherine invisibili Invisalign sono una soluzione rimovibile e trasparente, assicurando così efficacia e discrezione al paziente. Questi allineatori sono adatti al 90% dei casi, un’ottima percentuale per cui val la pena contattare un ortodontista e procedere a una visita preliminare. Ulteriore vantaggio è la precisione, che però ha come rovescio della medaglia la necessità che il paziente riesca a ritagliarsi un po’ di tempo: le mascherine devono essere infatti sostituite mediamente ogni due settimane per assecondare il movimento della dentatura, e dunque sì, ogni 15 giorni occorre avere qualche ora per andare dal dentista. Infine, la possibilità di rimuovere gli allineatori fa sì che la masticazione avvenga senza alcun fastidio e che le mascherine siano sempre pulite con estremo rigore, igiene ben più complicata da mantenere nel caso di placche fisse.

Possibile contro riguarda invece il fatto che il trattamento sia mobile; è necessario essere costanti e tenere le mascherine il più tempo possibile, e anche per questa ragione potrebbero non essere indicate per i bambini, di solito meno precisi degli adulti.

Ortodonzia linguale

Come le mascherine, anche l’ortodonzia linguale è una valida alternativa a quella tradizionale per allineare e posizionare correttamente i denti. Si tratta di un trattamento per cui l’ortodontista posiziona l’apparecchio all’interno dell’arcata dentale, rendendolo così assolutamente invisibile. Insomma, almeno in apparenza nessuno potrà accorgersi del trattamento. Peraltro nei casi meno gravi gli attacchi non sono necessari e viene posto solo il filo metallico.

L’ortodonzia linguale consente, al pari di quella tradizionale, di correggere qualunque tipo di malposizionamento, e peraltro ha effetti positivi sullo smalto dei denti. Infatti, il posizionamento interno fa sì che l’azione autopulente della lingua sia limitata; per semplificare, arriva meno saliva ai denti e quindi il rischio di decalcificazione dello smalto risulta contenuto.

tempi di trattamento sono generalmente più brevi rispetto agli apparecchi tradizionali, ma attenzione all’igiene orale: pulire la parte interna dei denti può essere complicato, quindi anche in questo caso idropulsore, collutorio e spazzolino elettrico saranno validi alleati contro la formazione della placca e i dolori gengivali.

Mantenimento dopo il trattamento

Il mantenimento della posizione corretta della dentatura è essenziale, soprattutto nei pazienti in età adulta in cui il pericolo di recidiva è alto. Le possibilità sono diverse; l’ortodontista può applicare una contenzione fissa interna, dunque assolutamente invisibile, oppure mobile, dall’aspetto simile alle mascherine trasparenti di cui abbiamo parlato prima, o sottoforma di placca sul palato. In quest’ultimo caso sarà cura del professionista specificare se indossare la protesi mobile solo durante la notte o anche di giorno, sulla base della situazione di partenza e del risultato raggiunto, nonché di specifiche caratteristiche fisiologiche del paziente. Questi parametri sono altresì presi in considerazione per valutare il periodo di contenzione, che può variare da poche settimane fino a un anno.

Ortodonzia e dolore ai denti

Una sofferenza ai denti o alle guance o alle gengive è del tutto fisiologica: mettere l’apparecchio significa che i denti pian piano si muovono, e ciò non può che causare un po’ di fastidio o dolore. La sensazione di indolenzimento può coinvolgere anche mascella e mandibola se si indossa una protesi mobile, spesso continua ma lieve.

A questi disturbi può accompagnarsi il dolore alle gengive, causato da una scorretta o non sufficiente igiene orale, ecco anche perché abbiamo insistito su questo punto parlando dei tipi di apparecchio. Fastidi di questo tipo possono essere facilmente combattuti chiedendo al proprio dentista strumenti e prodotti ad hoc che riescano a rendere più semplice ed efficace la pulizia quotidiana.

Diverso il caso di dolore proveniente da abrasioni a carico delle mucose; zone coinvolte sono guance e lingua, e occorre contattare immediatamente l’ortodontista che provvedere a spostare la posizione e gli attacchi di determinati ganci responsabili delle abrasioni. Infatti, tali ferite sono causate dallo sfregamento meccanico di elementi metallici con le mucose, quindi l’unico a poter intervenire è il professionista.

Leggi anche l’approfondimento su quando mettere l’apparecchio ai denti ai bambini.

Ortodonzia: i costi

I fattori che incidono sui costi sono moltissimi. Situazione di partenza, studio al quale ci si rivolge e tipo di trattamento. Ad esempio, l’ortodonzia linguale ha mediamente prezzi superiori ad altre soluzioni, richiedendo competenze più all’avanguardia sia per la realizzazione che per l’applicazione. Mentre con gli apparecchi fissi e mobili ci si aggira tra i 1.000 e i 2.000 €, con i secondi più economici dei primi, con i dispositivi linguali si raggiungono e superano i 3.000 €, soprattutto per i casi più complessi.

Range di prezzo ancora diversi per le mascherine invisibili, giacché in base alle diverse necessità il periodo di trattamento è estremamente variabile, dunque anche il numero di allineatori da cambiare. Per problemi lievi, e quindi tempo di cura di circa tre mesi, la richiesta si aggira tra i 1.300 e i 1.500€, mentre per casi particolarmente severi l’esborso può eccedere i 5.000 €, comunque con mascherine illimitate. Per un trattamento “medio” semestrale, il costo va dai 2.500 ai 3.500 €.

Autore: Luigi T.
Data ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2020
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